Murgia Stellata,
guida alle opere

Titolo: Murgia Stellata
Anno: 2025
Luogo: Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Torre dei Guardiani di Lama Pagliara
Autore: Luigi Maria Balducci
Tecnica: Fotografia notturna
Descrizione dell’oggetto
Scattata a Torre dei Guardiani di Lama Pagliara, sito di osservazione dell’Associazione. Sono state utilizzate la regola dei 500 e la tecnica dello stacking. Canon EOS 80D, 10-18mm.

Titolo: Orione a San Magno
Anno: 2025
Luogo: Necropoli di San Magno, Corato
Autore: Luigi Maria Balducci
Tecnica: Fotografia notturna. Canon EOS 80D, 55-135mm.

Titolo: Ex profundis
Anno: 2025
Luogo: Necropoli di San Magno, Corato
Autore: Luigi Maria Balducci
Tecnica: Fotografia notturna. Canon EOS 80D, 10-18mm.

Titolo: La cruna dell’ago
Anno: 2025
Luogo: Necropoli di San Magno, Corato
Autore: Luigi Maria Balducci
Tecnica: Fotografia notturna. Canon EOS 80D, 55-135mm.

Titolo: Il Fiore del Cosmo – M20
Anno: 2025
Luogo: Parco Nazionale dell’Alta Murgia (Area 21)
Autore: Edoardo Carocci
Tecnica: Stacking fotografico 2 ore, nessun filtro.
Al centro di questa immagine fiorisce la Nebulosa Trifida, un nome che deriva dal latino trifidus, “diviso in tre lobi”. Situata a circa 5.000 anni luce da noi, nella costellazione del Sagittario, questa nursery stellare è un raro esempio di coesistenza cosmica: la tonalità rosata dell’emissione gassosa si scontra con l’azzurro profondo della polvere che riflette la luce delle stelle giovani. Le venature oscure che la attraversano non sono vuoti, ma densi corridoi di polvere dove nuove stelle stanno lottando per nascere.
Questa fotografia cattura un complesso sistema composto da una nebulosa a emissione (il settore rosso), una nebulosa a riflessione (il settore blu) e una nebulosa oscura (i filamenti opachi).
Colori dell’immagine
Il rosso è causato dall’idrogeno ionizzato dalla radiazione ultravioletta di una stella centrale massiccia; il blu è polvere interstellare che diffonde la luce delle stelle vicine; le bande oscure, catalogate come Barnard 85, sono nubi di polvere fredda così dense da bloccare la luce retrostante. L’immagine rivela un ambiente dinamico dove la pressione della luce stellare modella e distrugge le nubi di gas circostanti.
Un ritratto del caos creativo dell’universo.

Titolo: Il giardino del Sagittario – M20 e M8
Anno: 2025
Luogo: Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Torre dei Guardiani di Lama Pagliara
Autore: Edoardo Carocci
Tecnica: Stacking di 2h30min, nessun filtro
In questo panorama cosmico, due vivai stellari di dimensioni monumentali si contendono la scena. In basso, la vasta ed eterea Nebulosa Laguna (Messier 8) si distende come un oceano di gas cremisi, alimentata da un ammasso stellare giovane e luminoso.
La Nebulosa Laguna (M8), una gigantesca regione H II a emissione ionizzata dall’ammasso stellare aperto NGC 6523 al suo interno. La sua intensa colorazione rosa-rossa è dovuta alla luce emessa dall’idrogeno-alfa. La ‘laguna’ scura centrale è formata da dense nubi di polvere interstellare.
Al contrario, in alto e a destra, la più contenuta ma definita Nebulosa Trifida (Messier 20) emerge come un fragile fiore geometrico bicolore, con petali di gas rosato separati da sentieri oscuri e abbracciati da una periferia blu eterea.
Colori dell’immagine
Presenta una rara combinazione di nebulosa a emissione (settore rosso) e nebulosa a riflessione (settore blu), attraversata da tre filamenti oscuri di polvere (Barnard 85) che le conferiscono il nome. L’immagine mostra la densità estrema di stelle e nubi di polvere scure, offrendo una finestra panoramica su un quartiere stellare attivo della Via Lattea.
È una danza di colori e forme, un ritratto dell’infinita varietà dei vivai stellari, immersa in un tappeto di stelle senza fine.

Titolo: La Danza delle Ombre: Il Canto di Cefeo – IC1396
Anno: 2026
Luogo: Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Torre dei Guardiani di Lama Pagliara
Autore: Edoardo Carocci
Tecnica: Stacking, 2 ore di integrazione, filtri a banda stretta H2+Oiii
In questo affresco cosmico, un’immensa nursery stellare si accende di calore e luce. L’intera inquadratura è dipinta da un abisso di gas idrogeno ionizzato, una distesa di rosa e cremisi che sembra palpitare. Al centro, una colossale scultura di polvere oscura e gelida, la leggendaria Proboscide d’Elefante, si erge come un pilastro antico, un’oscura sentinella che custodisce i segreti della formazione di nuovi soli. In alto a sinistra, un faro stellare di immensa potenza,una supergigante rossa, sembra osservare silenziosa questo formidabile cantiere dell’universo. Un contrasto mozzafiato dove la luce più intensa nasce dall’ombra più profonda. Questa immagine a campo largo cattura la vasta nebulosa a emissione IC 1396 nella costellazione di Cefeo, a circa 2.400 anni luce di distanza.
La nebulosità a emissione (rosa): La grande area rosa-magenta è composta principalmente da gas idrogeno ionizzato (H II), che brilla a causa dell’intensa radiazione ultravioletta proveniente da un ammasso stellare giovane e massiccio situato vicino al centro.
La Proboscide d’Elefante (IC 1396A): Il denso pilastro scuro e contorto che si estende verticalmente nella parte inferiore dell’immagine è la sua caratteristica più famosa. È un “globulo di Bok”, una nube molecolare fredda e densa dove la pressione dei venti stellari sta attivamente comprimendo il materiale per formare nuove stelle.
Contrasti e Strutture: L’immagine mostra numerosi filamenti di polvere oscura e globuli (Barnard 162), che indicano materiale freddo e opaco interstellare che blocca la luce di fondo. La stella eccezionalmente luminosa in alto a sinistra è Mu Cephei, una supergigante rossa, una delle stelle più grandi e luminose conosciute.

Titolo: La Culla dei Soli: Il Cuore di Orione – M42 e M43
Anno: 2026
Luogo:Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Torre dei Guardiani di Lama Pagliara
Autore:Edoardo Carocci
Tecnica: Stacking di 1h20m, elaborata con Hubble Palette (H2+Oiii), nessun filtro.
Sospesa nell’oscurità del cosmo, la Grande Nebulosa di Orione appare come un turbine di fuoco e ghiaccio. Questa immagine cattura il momento in cui la luce violenta di stelle neonate scolpisce la materia stessa da cui hanno avuto origine. In basso, il nucleo incandescente pulsa di energia, mentre in alto la Nebulosa di De Mairan osserva come una sentinella silenziosa. Le venature scure che attraversano i bagliori ciano e arancio non sono ombre, ma polvere interstellare densa, i mattoni di futuri pianeti ancora in fase di creazione. Questa veduta dettagliata mostra una delle regioni H II più attive e vicine alla Terra, situata a circa 1.350 anni luce.
M42 (In basso): La grande struttura principale è ionizzata dall’Ammasso del Trapezio, un gruppo di stelle massicce i cui venti stellari stanno scavando una “bolla” nel gas.
M43 (In alto): Una nebulosa distinta, separata dalla principale da una densa corsia di polvere chiamata “The Fish’s Mouth” (la bocca del pesce).
Composizione Chimica: La mappatura cromatica evidenzia la distribuzione dell’Idrogeno (caldo e diffuso) e dell’Ossigeno (concentrato vicino alle sorgenti di radiazione più energetiche), offrendo una mappa termica e chimica della nursery stellare.

Titolo: Anatomia di un Impatto: Cratere Copernico
Anno: 2024
Luogo: Bari, Santo Spirito
Autore: Edoardo Carocci
Tecnica: Lucky stacking, 2 minuti di ripresa, senza filtri
Sulla desolata distesa dell’Oceanus Procellarum si staglia Copernico, un’impronta titanica che testimonia la violenta storia del sistema solare. Con i suoi 93 chilometri di diametro, il cratere appare come un’arena scolpita nella pietra cinerea, dove le ombre lunghe rivelano pareti che precipitano in abissi profondi. Al centro, i suoi picchi solitari si ergono come monumenti a un impatto avvenuto quasi un miliardo di anni fa, circondati da una raggiera di luce che si espande sulla superficie lunare come un’esplosione congelata nel tempo. Copernico è l’esempio perfetto di cratere complesso. Formatosi circa 800 milioni di anni fa (periodo Copernicano), mostra caratteristiche geologiche distintive:
Pareti Terrazzate: Il bordo del cratere è franato verso l’interno sotto l’effetto della gravità lunare subito dopo l’impatto, creando imponenti gradinate naturali.
Picchi Centrali: Le montagne al centro (che si elevano per circa 1.200 metri) non sono vulcani, ma il risultato del “rimbalzo” elastico della crosta lunare, compressa e poi sollevata dalla forza dell’urto.
Sistema di Raggi: Le striature chiare visibili intorno al cratere sono composte da materiali espulsi (ejecta) scavati dagli strati profondi e scagliati verso l’esterno, creando un mosaico di contrasti sulla superficie più scura dei mari lunari.

Titolo: Il Re senza Corona: Saturno di Taglio
Anno: 2026
Luogo: Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Torre dei Guardiani di Lama Pagliara
Autore: Edoardo Carocci
Tecnica: Lucky Stacking, 1h20min di ripresa, filtro UV-IR cut
Questa immagine ad alta definizione mostra Saturno con una rara geometria di osservazione: l’attraversamento del piano degli anelli da parte della Terra e del Sole.
Sottigliezza degli Anelli: Gli anelli, pur essendo vasti per migliaia di chilometri, hanno uno spessore misurato in soli decine di metri. Quando li osserviamo perfettamente di taglio, diventano quasi invisibili, rivelando la loro incredibile fragilità.
Disco Planetario: L’ingrandimento estremo permette di distinguere le sottili bande e zone atmosferiche sul disco del pianeta. Questa prospettiva offre una mappa dettagliata della meteorologia superficiale, libera dalla sovrapposizione degli anelli.

Oggetto: Nebulosa Pacman – NGC 281
Anno: 2025/2026
Luogo: Bitetto (BA)
Autore: Marcello Barile
Tecnica: Banda stretta (SHO)
Descrizione dell’oggetto:
Situata nella costellazione di Cassiopea, la Nebulosa Pacman è una regione di formazione stellare a circa 9.200 anni luce dalla Terra. Al suo interno ospita un giovane ammasso di stelle di circa 3–4 milioni di anni.
È composta principalmente da idrogeno ionizzato, insieme a polveri dense dove nascono nuove stelle.
Colori dell’immagine: trattandosi di una ripresa in banda stretta, i colori sono assegnati artificialmente: rosso (idrogeno), verde/blu (ossigeno), per evidenziare le diverse componenti del gas.

Oggetto: Ammasso della Rosetta – NGC 2244
Anno: 2024 / 2025
Luogo: Bitetto (BA)
Autore: Marcello Barile
Tecnica: Banda Stretta (HO)
Descrizione dell’oggetto:
NGC 2244 è un giovane ammasso stellare situato nella costellazione dell’Unicorno, a circa 5.000–5.400 anni luce dalla Terra, con un’età di circa 2 milioni di anni. Le sue stelle massicce illuminano e ionizzano il gas circostante, composto principalmente da idrogeno e polveri interstellari.
Colori dell’immagine: i colori derivano da filtri a banda stretta e rappresentano diversi elementi: idrogeno in rosso, ossigeno in tonalità blu-verdi.

Oggetto: Nebulosa Cono / Albero di Natale – NGC 2264
Anno: 2024/2025
Luogo: Bitetto (BA)
Autore: Marcello Barile
Tecnica: Banda stretta (HO)
Descrizione dell’oggetto:
NGC 2264 è una regione di formazione stellare nella costellazione dell’Unicorno, distante circa 2.300–2.700 anni luce, con stelle giovani di 3–5 milioni di anni. È composta da gas molecolare, idrogeno ionizzato e polveri, in cui sono ancora in corso processi di nascita stellare.
Colori dell’immagine: l’immagine utilizza una palette a banda stretta: rosso per l’idrogeno, blu/verde per l’ossigeno, per distinguere le diverse emissioni del gas.

Oggetto: Nebulosa Crescente – NGC 6888
Anno: 2024/2025
Luogo: Bitetto (BA)
Autore: Marcello Barile
Tecnica: Banda stretta (HO)
Descrizione dell’oggetto:
Situata nella costellazione del Cigno, la Nebulosa Crescente si trova a circa 5.000 anni luce dalla Terra ed è una struttura giovane, formata negli ultimi decine di migliaia di anni. È composta da gas ionizzato (idrogeno, ossigeno e zolfo) espulso da una stella massiccia al centro.
Colori dell’immagine: i colori sono una rappresentazione scientifica: rosso (idrogeno), blu/verde (ossigeno) e talvolta arancione/rosso intenso (zolfo), per mettere in evidenza la composizione chimica.